L'Appennino Tosco-Emiliano è la principale catena montuosa dell'Emilia Romagna, esso non raggiunge considerevoli altezze, e supera i duemila metri d'altitudine solo con il Monte Cimone (2165 metri), che è la montagna più alta della regione e di tutto l'Appennino Settentrionale.
Tra i fiumi, oltre al Po, il più lungo fiume italiano che segna per larghi tratti il confine con Veneto e Lombradia, il Reno è l'unico fiume di una certa importanza che non è un affluente del Po e sbocca direttamente nel Mar Adriatico, mentre sono affluenti di destra del Po la Trebbia, il Taro, la Secchia e il Panaro. In Emilia Romagna si trovano anche le sorgenti del Tevere, anche se esse, in origine, facevano parte della Toscana, ma furono cedute all'Emilia Romagna nel 1923, assieme a gran parte della cosidetta Romagna Toscana, per volere di Mussolini.
Formata, come dice il doppio nome da due regioni storiche simili, ma diverse, rimaste divise fino all'avvento dell'unità d'Italia. La parte orientale, la Romagna, fece parte nel medioevo dell'Impero Bizantino, e successivamente, in gran parte, dello Stato Pontificio, e in misura minore del Granducato di Toscana, mentre il resto della regione fu per gran parte del periodo suddiviso in piccoli stati indipendenti.
Le principali città della regione si trovano quasi tutte lungo la via Emilia, un importante arteria di comunicazione, che comincia a Rimini e segue parallela la catena dell'Appennino, lungo questa strada di origine romana, si trova il capoluogo dell'Emilia Romagna, Bologna, e le città di Piacenza, Parma, Reggio Emilia, Modena, Imola, Faenza, Forlì, Cesena e Rimini. Tra i capoluoghi di provincia solo Ferrara e Ravenna non si trovano lungo la via Emilia.
L'Emilia Romagna confina a nord con il Veneto e la Lombardia, a ovest con il Piemonte, a sud-ovest con la Liguria, a sud con la Toscana e a sud-est con le Marche e la Repubblica di San Marino.
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