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La costa lungo la passeggiata di Nebida, Iglesias, Sardegna. Autore e Copyright Marco Ramerini
La costa lungo la passeggiata di Nebida, Iglesias, Sardegna. Autore e Copyright Marco Ramerini

Spiagge di Funtanamare, Cala Domestica e Portixeddu. La costa sarda di Nebida, Masua e Capo Pecora

La costa sarda che da Gonnesa porta fino a Portixeddu è un susseguirsi di spiagge e di coste rocciose a picco sul mare. Questa costa ricca di miniere è fortunatamente ancora oggi poco interessata dallo sviluppo edilizio e presenta tratti di litorale selvaggio e spettacolare. La strada che permette la visita di questo tratto di costa è la SP 83 che comincia a sud di Iglesias nelle vicinanze del paese di Gonnesa. La strada inizialmente percorre il litorale regalando splendide vedute sulla spiaggia di Fontanamare e della costa selvaggia tra Nebida e Masua. Dopo Masua la strada entra per un tratto nell’interno. Dopo alcuni chilometri una deviazione verso il mare permette la visita della splendida Cala Domestica. Quindi si raggiunge Buggerru, la lunga spiaggia di Portixeddu e infine con una breve deviazione il roccioso Capo Pecora.

SPIAGGIA DI FUNTANAMARE

A circa 6 km da Gonnesa, lungo la strada che da Carbonia porta a Iglesias, troviamo la deviazione per i centri minerari di Funtanamare, Nebida e Masua; dal bivio dopo circa 4 km si arriva alla spiaggia di Funtanamare.

La Spiaggia di Funtanamare, Gonnesa, Sardegna. Autore e Copyright Marco Ramerini

La Spiaggia di Funtanamare, Gonnesa, Sardegna. Autore e Copyright Marco Ramerini

La lunga spiaggia è uno dei paradisi dei surfisti, sul lato destro si trovano i resti della fonderia di Funtanamare che trattava e fondeva i minerali estratti dalla miniera di Nebida della quale distava 5 Km, alla fonderia era annessa una laveria per il trattamento dei minerali.

Proseguendo lungo la strada che va verso Nebida e Masua, si ha un bel panorama sull’intera spiaggia di Funtanamare e sul lato opposto la vista spazia fino al Pan di Zucchero di Masua. Questo è uno dei più bei tratti di costa rocciosa della Sardegna.

DA VISITARE NELLA ZONA: Grotta di Santa Barbara, all’interno della miniera di San Giovanni (Gonnesa). La grotta consiste in un unico grande vano, le pareti della grotta sono completamente tappezzate da cristalli tabulari di barite bruno scuro. Il sito è visitabile esclusivamente su prenotazione. Biglietto: individuale € 12.00; ragazzi (6-12 anni) € 6.00; gruppi (superiori a 25) € 8.50; scuole € 6.00. Il biglietto comprende il servizio di guida al sito. Prenotazioni e informazioni: 0781.491300 e-mail segr.dir@igeaminiere.it

Galleria Villamarina (Monteponi). Lo scavo della galleria Villamarina iniziò nel 1852, essa incontra i due Pozzi più importanti della Miniera di Monteponi: il Pozzo Vittorio Emanuele ed il Pozzo Sella. Le visite si effettuano solo su prenotazione. Biglietto: individuale € 8,00; ragazzi (6-12 anni) € 4,50; gruppi (superiori a 25) € 6,00; scuole € 4,50. Prenotazioni e informazioni: 0781.491300 e-mail segr.dir@igeaminiere.it

NEBIDA

La costa lungo la passeggiata di Nebida, Iglesias, Sardegna. Autore e Copyright Marco Ramerini

La costa lungo la passeggiata di Nebida, Iglesias, Sardegna. Autore e Copyright Marco Ramerini

Lungo la strada costiera che da Iglesias e Gonnesa porta ai piccoli centri minerari di Nebida e Masua, e alla miniera di Porto Flavia, si possono ammirare panorami costieri tra più affascinanti della Sardegna. Sorti nell’800 per lo sfruttamento dei giacimenti minerari, Nebida e Masua si trovano lungo la costa, in un paesaggio particolarmente suggestivo, che è dominato dal caratteristico Pan di Zucchero, un isolotto di calcare alto 133 metri che si trova proprio davanti a Porto Flavia. L’isolotto del Pan di Zucchero con gli scogli de “Il Morto”, di “S’Agusteri”, con altri più piccoli e con la falesia di “Punta de Is Cicalas”, è stato dichiarato monumento naturale.

Nebida conserva i resti della laveria Lamarmora. Dal paese di Nebida parte un sentiero panoramico circolare con vedute mozzafiato sulla costa sottostante e sui resti della laveria Lamarmora, dal sentiero si vede tutta la costa verso Nord fino allo scoglio del Pan di Zucchero di Masua. Dal sentiero panoramico è possibile raggiungere con una lunghissima scalinata i resti della laveria Lamarmora, posta in una suggestiva posizione lungo la costa di Nebida fu costruita nel 1897 dalla “Società anonima di Nebida” e utilizzata fino alla metà degli anni ’30. È un edificio costruito con pietra a vista che si sviluppa su alcuni volumi sovrapposti percorsi da grandi archi ed è completato da due alte ciminiere che la segnalano con evidenza, ai piedi della laveria sul mare sono visibili i forni di calcinazione.

Ci troviamo nel mezzo del Parco Geominerario del Sulcis Iglesiente, un area di 2.455 kmq facente parte del Parco Geominerario della Sardegna, nato allo scopo di tutelare il patrimonio tecnico, culturale e ambientale delle zone minerarie della Sardegna. L’area del Sulcis Iglesiente è, tra quelle inserite nel Parco, la più estesa e la più rappresentativa per varietà ed importanza delle attività minerarie che vi si sono svolte, infatti, fu uno dei maggiori distretti minerari dell’Europa occidentale, qui venivano estratti piombo, zinco, rame, argento, stagno, ferro e carbone.

La spiaggia di Masua. Autore e Copyright Marco Ramerini

La spiaggia di Masua. Autore e Copyright Marco Ramerini

SPIAGGIA DI MASUA

Poco distante da Nebida, al termine della strada asfaltata, sorge l’abitato di Masua con alcune case dei minatori adagiate in mezzo al verde su dislivelli protetti da massicciate di pietra, e una piccola baia con una spiaggia che fronteggia l’imponente isolotto del Pan di Zucchero.

La strada poi prosegue sterrata fino all’ingresso della miniera di Porto Flavia.

Porto Flavia è un impianto per il trasporto dei minerali, realizzato, nel 1924, dall’ingegnere Cesare Vecelli (che gli diede il nome della sua primogenita, Flavia) per abbattere gli ingenti costi di trasporto del minerale estratto dalle miniere della zona.

L’opera fu realizzata scavando la montagna per circa 600 metri, alla base di due gallerie sovrapposte un nastro trasportatore riceveva i minerali dai depositi sotterranei trasferendoli, direttamente nella stiva delle navi da carico alla fonda.

DA VISITARE NELLA ZONA: Porto Flavia (Masua). La più straordinaria opera d’ingegneria mineraria presente in Sardegna. Il sito è visitabile esclusivamente su prenotazione. Biglietto: individuale € 8.00; ragazzi (6-12 anni) € 4.50; gruppi (superiori a 25) € 6.00; scuole € 4.50. Il biglietto comprende il servizio di guida al sito. Prenotazioni e informazioni: 0781.491300 e-mail segr.dir@igeaminiere.it

Museo delle Macchine da Miniera (Masua). Il Museo ospita oltre 70 macchine e molte attrezzature specifiche per lavori minerari. Le visite si effettuano solo su prenotazione. Biglietto: individuale € 3.00; ragazzi (6-12 anni) € 1.00; gruppi (superiori a 25) € 2.00; scuole € 1.00. Prenotazioni e informazioni: 0781.491300 e-mail segr.dir@igeaminiere.it sito web: http://www.igeaminiere.it/visite/macchine.html

La spiaggia di Cala Domestica, Sardegna. Autore e Copyright Marco Ramerini

La spiaggia di Cala Domestica, Sardegna. Autore e Copyright Marco Ramerini

SPIAGGIA DI CALA DOMESTICA

Proseguendo da Masua, lungo la strada asfaltata, si percorre un tratto interno, non più sul mare, si passa per Acquaresi (miniera), fino a giungere, dopo circa 8 km al bivio per Cala Domestica.

Cala Domestica, una delle più belle spiagge della Sardegna, si trova a 2 km a sud di Buggerru. La spiaggia posta al termine di una profonda insenatura della costa e circondata da alte falesie, fu utilizzata fino al 1940 come porto d’imbarco dei minerali provenienti dalle miniere della zona, a testimonianza di questo periodo restano ancora i ruderi di diversi edifici, tra cui le rovine dei magazzini della miniera. Qui, una volta, era in funzione una piccola ferrovia per il trasporto del minerale da imbarcare sulle navi. Durante la II Guerra Mondiale fu base navale tedesca.

Cala Domestica è dominata da un’antica torre spagnola, per raggiungerla basta prendere il sentiero che parte a sinistra della spiaggia, lungo il tragitto si possono ammirare stupendi panorami sull’insenatura, mentre sulla punta della scogliera opposta si trova un arco di roccia.

La torre fu costruita probabilmente alla fine del XVIII secolo (1765-1786), la struttura, in calcare, presenta una forma cilindrica e misura circa 12 m di diametro e circa 11 m d’altezza. Durante la seconda guerra mondiale fu utilizzata come punto di osservazione, la scala in ferro all’interno della torre risale a quest’epoca.

Sulla scogliera a destra della spiaggia, una galleria scavata dai minatori, porta ad un altra spiaggetta, detta “La Caletta”.

La Torre Spagnola, Cala Domestica, Sardegna. Autore e Copyright Marco Ramerini

La Torre Spagnola, Cala Domestica, Sardegna. Autore e Copyright Marco Ramerini

BUGGERRU

Da Cala Domestica proseguiamo per il centro abitato di Buggerru (1.100 abitanti), paese, caratterizzato da casette disposte a ventaglio su un impervia valle.

Di fronte al porto, in un fabbricato destinato dalla fine dell’Ottocento ad officina e falegnameria con torni e fresatrici nella posizione originaria, oggi è allestito il museo sulla storia di Buggerru e del suo territorio, con reperti archeologici, fossili, minerali, utensili, documenti, carte.

DA VISITARE NELLA ZONA: Galleria Henry (Buggerru). E’ la più importante struttura della miniera di Planu Sartu (1865), la galleria consentiva il trasporto dei minerali su rotaia dalle miniere alle laverie. Si trova ad un’altezza di 50 mslm, sopra all’abitato di Buggerru, e attraversa per circa un chilometro l’altipiano di Planu Sartu. Le sue imponenti dimensioni furono determinate dall’impiego (1892) di una locomotiva a vapore che, grazie ad una avveniristica rete ferroviaria, soppiantò in breve tempo i lenti ed onerosi trasporti con i muli. La sua unicità è costituita dalle numerose aperture sulla falesia e sul mare, che attraverso piccole gallerie e camminamenti scolpiti nella roccia consentono suggestive vedute della costa a strapiombo e panorami mozzafiato. Le visite si effettuano solo su prenotazione. Biglietto: individuale € 8,00; ragazzi (6-12 anni) € 4,50; gruppi (superiori a 25) € 6,00; scuole € 4,50. PRENOTAZIONI E INFORMAZIONI: 0781.491300 e-mail segr.dir@igeaminiere.it

La spiaggia di Portixeddu, Fluminimaggiore. Autore e Copyright Marco Ramerini

La spiaggia di Portixeddu, Fluminimaggiore. Autore e Copyright Marco Ramerini

SPIAGGIA DI PORTIXEDDU

Superato il piccolo paese minerario di Buggerru la strada si affaccia sulla baia di Portixeddu, qui il panorama abbraccia l’intera baia fino al promontorio di Capo Pecora. La spiaggia di Portixeddu, lunga oltre tre chilometri, è formata da sabbia dorata e bordata da dune (le dune di San Nicolao), ricoperte da pini domestici, querce e ginepri.

CAPO PECORA

Superato Portixeddu si prende la deviazione che in pochi chilometri porta alla penisola granitica di Capo Pecora. Questa zona è conosciuta per i particolarissimi massi arrotondati di composizione granitica che occupano gran parte delle cale attorno al capo.

DA VISITARE NELLA ZONA: Parco Archeologico Valle di Antas, Tempio di Antas (Fluminimaggiore). Situato ad una decina di chilometri a sud di Fluminimaggiore, il Tempio di Antas è un tempio Punico-Romano dedicato in origine al Dio cartaginese Sid Addir, il primo tempio, di origine Cartaginese, risale al 500 a.C. successivamente i Romani, all’epoca Augusto (27 a.C.-14 d.C.), edificarono sopra al vecchio tempio un nuovo tempio i cui resti si possono ammirare oggi. Sotto la gradinata di accesso al Tempio Romano sono presenti i resti del precedente tempio Cartaginese. La parte anteriore del tempio è composta da sei colonne (quattro frontali e due poste ai lati) alte 8 metri e aventi capitelli di ordine ionico. Un’alta gradinata porta all’ingresso della cella, l’ambiente più sacro del tempio, che presenta un pavimento decorato con un mosaico. Intorno al tempio gli archeologi hanno trovato un gran numero di reperti: ceramiche, monili, e soprattutto un gran numero di epigrafi (iscrizioni su pietra). Nell’area archeologica intorno al tempio si trovano: una piccola necropoli, i resti di un antico villaggio nuragico, le Cave Romane. Orario: L’ingresso è temporaneamente libero.

Le scogliere di Capo Pecora, Sardegna. Autore e Copyright Marco Ramerini

Le scogliere di Capo Pecora, Sardegna. Autore e Copyright Marco Ramerini

Grotte di Su Mannau (Fluminimaggiore). La grotte di Su Mannau sono situate nel territorio di Fluminimaggiore vicino al tempio di Antas, a 59 km da Iglesias. Le grotte sono un’ ampio complesso carsico originatosi nei calcari cambrici, lungo otto km con splendidi laghetti, essa si sviluppa a diversi livelli, da quelli alti, oggi fossili, a quelli inferiori tutt’ora attivi e occupati dai fiumi. Due sono i rami principali, originati dall’erosione provocata da brevi corsi d’acqua interni: il fiume Rapido e il fiume Placido. La visita delle grotte si divide in due parti : la parte archeologica e la parte speleologica. Nella sala archeologica sono stati rinvenuti diversi reperti di origine nuragica, punica e romana. L’itinerario turistico, che si estende per 350 m, consente di ammirare le sale, le concrezioni calcaree (stalattiti e stalagmiti, aragoniti e cristallizzazioni di calciti), i laghetti, le colate policrome, i pozzi. Per informazioni: tel. 0781/580189. Biglietto: visita di un ora 6,00 €. Orari di apertura: tutti i giorni dalle 9.30 alle 17.30 (primavera e autunno), estate dalle 9.30 alle 18.30.

Museo etnografico Via Vittorio Emanuele, Fluminimaggiore. Museo realizzato all’interno di un vecchio mulino ad acqua del 1700. Ingresso al Museo Etnografico: Prezzo intero € 1,55; Prezzo ridotto per gruppi oltre le 30 pax € 1,00. Orario Invernale (da Novembre ad Aprile): Mattina dalle ore 10:00 alle 13:00; Pomeriggio dalle ore 16:00 alle 19:00. Lunedì chiuso. Orario Estivo (da Maggio a Ottobre): Mattina dalle ore 10:00 alle 13:00; Pomeriggio dalle ore 18:00 alle 21:00. Lunedì chiuso.

Museo Paleontologico p.zza Regione, Fluminimaggiore. La collezione del museo, fondato dall’Associazione Gruppo Grotte del Fluminense, è composta da fossili rinvenuti nel territorio. Orario: Aperto nei mesi di luglio e agosto dalle 18.00 alle 21.00. Gli altri mesi apertura su prenotazione.

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