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La facciata della chiesa di San Pietro, Mòdica, Sicilia. Autore e Copyright Marco Ramerini
La facciata della chiesa di San Pietro, Modica, Sicilia. Autore e Copyright Marco Ramerini

Modica: un intrigo di chiese barocche, casette, viuzze e lunghe scale

Questo post è disponibile anche in: Francese Portoghese, Portogallo

Modica si trova a soli 10 km da Ragusa, situata ai piedi di una rupe tra due gole. La città è suddivisa dalla sua topografia in una parte alta e in una parte bassa. Modica è stata dichiarata nel 2002 patrimonio dell’umanità dall’UNESCO assieme alle altre città barocche della Sicilia (Caltagirone, Militello Val di Catania, Catania, Scicli, Noto, Palazzolo, Ragusa Ibla e appunto Mòdica). Secondo la motivazione dell’UNESCO le città del Val di Noto rappresentano l’apice e la fioritura finale dell’arte barocca in Europa, una visita a queste meravigliose città non può far altro che confermare quanto l’UNESCO afferma.

Scelta dai Sicani, e poi dai Siculi, per la sua particolare posizione, che ne faceva un sito inespugnabile, la storia di Modica inizia nel periodo neolitico. I Greci fecero la loro comparsa a Modica un secolo dopo dalla fondazione di Siracusa, questo è provato dal ritrovamento di manufatti ceramici in due tombe datati intorno alla metà del VII secolo A. C. Durante il dominio romano, Modica, essendo città decumana, versava un decimo dei propri raccolti all’imperatore.

Nell’anno 827, i Musulmani, iniziarono la conquista della Sicilia. Modica fu espugnata nell’844-45. Durante i due secoli di dominazione musulmana, la città accrebbe la sua importanza agricola e commerciale. Nel 1091, fu conquistata da Ruggero I di Sicilia, poco più di mezzo secolo più tardi la città fu concessa in feudo a Gualtieri, uno dei suoi capitani.

Duomo, Mòdica, Sicilia. Autore e Copyright Marco Ramerini

Duomo, Modica, Sicilia. Autore e Copyright Marco Ramerini

Con i Normanni, grazie alla sua posizione strategica divenne importante centro, fu capitale di Contea con Pietro I d’Aragona. Nel 1296 la contea passò ai Chiaramonte e ad essi rimase per quasi un secolo, praticamente fino al 1392 quando fu ceduta a Bernardo Cabrera. Nel XV secolo il territorio della Contea di Modica comprendeva interamente l’attuale provincia di Ragusa.

Nel 1480, la Contea divenne possedimento degli Henriquez che la tennero fino al 1702. Dal 1702 Filippo V, re di Spagna, tenne la Contea per sè, come feudo personale. L’ 11 gennaio 1693 un forte terremoto sconvolse la zona distruggendo gran parte dei monumenti di Modica, la città fu successivamente ricostruita, donandole l’affascinante aspetto tardo barocco attuale.

Il nostro itineriario inizia a Mòdica Alta dalla chiesa di San Giovanni Evangelista, anche questa, come molte altre è caratterizzata da una bella scalinata, essa fu ricostruita nel 1839 dopo essere stata distrutta dal terremoto del 1693. A sinistra della chiesa è consigliabile fare una breve passeggiata fino al Belvedere Pizzo da dove si ha una bella veduta sulla città. Scendendo verso Modica Bassa si giunge allo stupendo Duomo di San Giorgio, chiesa settecentesca (1738) progettata da Rosario Gagliardi, la chiesa ha una scenografica scalinata e una slanciata facciata a torre, l’interno è a cinque navate, ricco di ornamenti artistici, stucchi e dipinti preziosi. La “meridiana pavimentale” e il “tesoro” della chiesa sono particolarmente interessanti. A rendere ancor più scenica la chiesa, è la scalinata di 250 scalini, realizzata nel 1818 che introduce la splendida facciata.

Mòdica, veduta panoramica dal Belvedere Pizzo. Autore e Copyright Marco Ramerini

Modica, veduta panoramica dal Belvedere Pizzo. Autore e Copyright Marco Ramerini

Continuando nel nostro percorso giungiamo quindi a Modica Bassa dov’è la bella chiesa di San Pietro, anch’essa del settecento con scalinata e facciata barocca, la scalinata è impreziosita dalle statue dei dodici apostoli. L’interno, a tre navate, con quattordici colonne con capitelli corinzi. La navata centrale è decorata con scene dell’Antico Testamento, mentre la navata destra ospita due importanti “gruppi”: la “Madonna di Trapani”, attribuita a Giovanni Pisano, e il policromo “San Pietro e il paralitico”, opera di Paolo Civiletti, del 1893. Continuando oltre meritano una visita anche la chiesa di Santa Maria di Betlem, a tre navate con la volta a capriata preziosamente istoriata, in fondo alla navata destra è la Cappella del Sacramento ottimo esempio di architettura gotico-rinascimentale (XV secolo). La chiesa ospita anche le tombe della famiglia dei conti Cabrera. La Chiesa del Carmine, che in origine fu un convento dei Carmelitani, dalla struttura originale (pre-terremoto) mantiene uno splendido portale gotico e un “Rosone”. L’interno, a una navata, presenta altari su entrambi i lati, uno dei quali contiene la celebre “Annunciazione”, preziosissimo gruppo marmoreo di Antonio Gagini (1528-1530). Interessante è anche il Convento dei Padri Mercedari dove ha sede il museo Civico e il museo Ibleo delle “arti e tradizioni popolari”.

INFORMAZIONI PRATICHE: Modica si trova a circa 10 km a sud di Ragusa. Modica è raggiungibile percorrendo la SS 115 (E 45) che collega Ragusa a Noto.

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